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laboratorio audiovisivo
Laboratorio
di educazione al linguaggio audiovisivo
nel giuoco dell'immaginario
condotto da Giovanni
Di Maria, regista e operatore culturale
L’obiettivo
è quello di fornire la grammatica e la sintassi del linguaggio
cinematografico e filmico per trasformare i partecipanti da fruitori
passivi in soggetti competenti e critici.
Attraverso la realizzazione di un cortometraggio
- dalla creazione della sceneggiatura, le riprese, la recitazione
e il montaggio – ci si è resi conto di quali messaggi
giungano allo spettatore attraverso la manipolazione della realtà
e la scelta di simboli suoni immagini capaci di creare suggestioni
e stati d’animo o suggerire atteggiamenti, mode.
Nel Centro Giovanile, che era già dotato di una telecamera
digitale, è stata attrezzata anche una postazione
multimediale che consente la realizzazione di cortometraggi,
documentari, reportage.
Premessa
>>
Obbiettivi >>
Articolazione del laboratorio >>
Premessa
E' fin troppo evidente come, nel corso ormai di molti anni, le
nostre comunità siano state massicciamente invase da prodotti
culturali di massa, prevalentemente film e audiovisivi diffusi
dalle televisioni commerciali e dalla stessa RAI, provenienti
in prevalenza dagli Stati Uniti, che hanno veicolato atteggiamenti,
mode, stili di vita, lontani dal contesto geografico, economico
ed esistenziale nel quale viviamo. Ciò ha comportato, tra l'altro,
un evidente sbilanciamento tra una produzione "aliena", massiccia
e invadente (film, telefilm, musica popolare) - che è l'espressione
di un altrove, lontano dal nostro contesto geografico e sociale
- e un consumo, altrettanto consistente e alquanto ingenuo, cui
non si è affiancata alcuna risposta produttiva locale degna di
rilievo. Nella prospettiva di una (possibile ?) democrazia mediale,
va considerato che il mondo della produzione dell'immaginario
di massa (un linguaggio che sempre di più si identifica con la
colonizzazione culturale dell'occidente dominante e con forme
sempre più sottili di esercizio del potere) diviene, ogni giorno
che passa, più distante dalla vita, dalle abitudini e dai ritmi
lavorativi di chi abita nelle nostre comunità: i più giovani in
particolare si trovano ad essere fruitori passivi di tanti prodotti
culturali di massa il cui significato più elementare sfugge loro
(quello appunto di essere prodotti, costruiti con precise tecniche
narrative in qualche altra parte del mondo, geograficamente, economicamente
e culturalmente lontana, per essere venduti ad un pubblico planetario).
E' anzi probabile che, particolarmente nelle fasce giovanili locali,
l'universo immaginario proposto dai mass-media venga oramai in
una certa misura confuso con la realtà tout court. Ci sembra perciò
estremamente importante operare, nei limiti del possibile, per
cercare di ristabilire un migliore coscienza di questo sbilanciamento
tra produzioni e fruizione, tra l'invadenza dei mezzi di comunicazione
di massa e la cultura "colonizzata" che li subisce. In altri termini
si vuole offrire, particolarmente ai giovani, la possibilità di
capire e decostruire un linguaggio oggi "dominante" come quello
audiovisivo, stimolando, inoltre, la possibilità di fare propri
linguaggi e tecniche di base per potersi esprimere, a partire
dalle realtà sociali e culturali nelle quali viviamo, usando il
linguaggio degli audiovisi che, come ogni linguaggio ha proprie
regole (grammaticali, sintattiche, di punteggiatura) e una semiotica.
Se impossessarsi degli elementi essenziali di questo linguaggio
importantissimo nella società contemporanea potrebbe anche dar
vita a produzioni locali di un qualche interesse, ciò che in primo
luogo interessa questo progetto è soprattutto il passaggio da
una condizione di fruizione ingenua di film e audiovisivi ad una
maggiormente consapevole.
Obbiettivi ( torna
su )
Il laboratorio che proponiamo vuole arginare l' "analfabetismo
audiovisivo" e invertire alcune tendenze in atto stimolando, in
particolare i più giovani, ad uscire dalla condizione passiva
di fruitori ingenui di prodotti audiovisivi, offrendo loro la
possibilità di apprendere a "leggere e scrivere" acquisendo un
nuovo linguaggio e potersi esprimere, decostruendo e costruendo
immaginario o raccontando con gli audiovisivi il contesto sociale
e culturale in cui vivono. E' questo un presupposto per trovare
una nuova consapevolezza culturale che potrebbe, nel tempo, se
non dare immediatamente vita a veri processi produttivi locali
e ad orientamenti professionali da proiettare in un mercato "oltre
il locale", quantomeno consentire il passaggio da una condizione
di fruizione ingenua dei prodotti audiovisivi ad una maggiormente
consapevole. Si prevede un minimo di 10 partecipanti ed un massimo
di 20.
Articolazione del laboratorio (
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I laboratorio sul linguaggio audiovisivo che proponiamo ha un
carattere educativo "di base" e sarà articolato nel modo seguente
(le ore sono indicate tra parentesi):
- Decostruire:
leggere e smontare film e audiovisivi. Un ciclo di proiezioni
di film telefilm e documentari da leggere e decostruire. (5
ore)
- Raccontare
e documentare: la sceneggiatura, ovvero, come si scrive
il cinema e l'audiovisivo. Un laboratorio di scrittura degli
audiovisivi: dal soggetto al trattamento, alla sceneggiatura,
allo storyboard. Realizzazione della sceneggiatura per un cortometraggio.
(15 ore)
- Tecniche
di ripresa (con esercitazioni pratiche). Il lavoro con gli
strumenti di ripresa, l'inquadratura, i movimenti macchina,
l'acquisizione di materiale sonoro ecc. (5 ore)
- Tecniche
di montaggio (con esercitazioni pratiche). Sistemi di montaggio,
il montaggio digitale. (5 ore)
- La musica
negli audiovisivi. Scelte musicali e significazione della
musica negli audiovisivi (5 ore)
- Realizzazione
di un cortometraggio. (riprese e postproduzione). (25 ore).
Operatori. Regista e
cineoperatore per 60 ore complessive.
Mezzi Un televisore e un videoregistratore VHS, una telecamera
digitale e un cavalletto, un sistema di montaggio digitale, videocassette.
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